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DESCRIZIONE

Il vetiver (Chrysopogon zizanioides l.roberty prec. vetiveria zizanioides l.nash) è una pianta erbacea, perenne, non invasiva appartenente alla famiglia delle poaceae, originaria dell'India occidentale e settentrionale. Caratteristico è il potente apparato radicale, profondo, denso e non invasivo a crescita verticale, capace di penetrare il suolo oltre i 5 metri, con elevata resistenza a trazione (1/6 dell'acciao) ed alta adattabilità a numerose tipologie di terreno (Ph 3,5 - 11,5).

Nel genere Chrysopogon si conoscono una dozzina di specie diverse, le più utilizzate sono:Chrysopogon zizanioides, Chrysopogon nigritana (africa australe) e Chrysopogon nemoralis (sud est asiatico, isole pacifico). In Italia, allo stato naturale, troviamo il Chrysopogon grillus a volte raccolta per utilizzi ornamentali.

La zizanioides, più precisamente la varietà monto, è stata scelta da 160 paesi del mondo come soluzione a svariate problematiche ambientali sia per le sue caratteristiche tecniche che per concomitanze genetiche:

Sterilità: è diventata sterile dopo essere stata impiantata sul continente australiano. Infatti questa varietà si propaga soltanto tramite filiazione agamica (divisione del cespo) e non da semi eventualmente propagati dal vento. Il che la rende facilmente circoscrivibile.

Longevità: vive fino ad oltre 100 anni,  una volta impiantata non necessità di particolari cure. Il che lo rende un un intelligente investimento per il finituro.

La pianta ha origini e prospera in zone tropicali e sub tropicali adattandosi agevolmente anche alla fascia temperata. Il che la rende appetibile anche per il mercato italiano.

Il vetiver, grazie alle sue molteplici caratteristiche è sempre più oggetto di ricerca da parte della comunità scientifica sia a livello nazionale che internazionale.


LE RADICI

L'apparato radicale si presenta denso fascicolato,profondo e resistente capace di penetrare ed imbrigliare il suolo  permettendo di stabilizzare e gestire terreni anche con forte pendenza.

La crescità è verticale e raggiunge profondità di oltre 5 metri.

La pianta presenta numerose e sottili radici (1-3mm) in grado di non interferire negativamente nella crescità di eventuali altre piante ne tanto meno compromettere l'integrità delle infrastrutture. Si evince invece il contrario trovandone applicazioni nel campo del design paesaggistico e/o nel contenimento di eventuali infrastrutture

Le radici incrementano inoltre l'attività microbiologica del suolo, scompongono, assorbono e tollerano alti livelli di tossicità dovuta a metalli pesanti, erbicidi, pesticidi ed eccessi di nutrienti favorendo sia la riabilitazione che la rivegetazione del suolo.

Allo stesso modo possono depurare acque reflue contaminate ed eutrofizzate.

La pianta resiste a lunghi periodi di siccità grazie alla sua capacità di captare e trasportare dal sottosuolo in superfice umidità, nutrienti e sali minerali.


IL BULBO TUBERO O CORMO

Il cormo è un germoglio ipogeo a forma ovata, simile al bulbo, tipico delle graminace, fulcro vitale dal quale nascono innumerevoli radici e plantule cloni.


LE FOGLIE

La pianta sviluppa molto velocemente un ciuffo perenne di foglie rigide e resistenti che si estende raggiugendo un'altezza di 2 metri.

Le piante che vengono piantumate a filari dissipano le azioni del vento e dell'acqua rallentandone il flusso. Resiste a flusso di acqua di 5 m/s.

La base aerea della pianta costituisce una sorte di filtro naturale che trattiene i sedimenti ed il materiale organico. Incrementa l'infiltrzione e la ritenzione idrica ricaricando le falde acquifere.

In risposta alla disponibilità idrica, la foglia ha la capacità di modificare il proprio aspetto. Si apre e si chiude per controllare l'evapotradpirazione.

Le foglie trovano anche utilizzo nel campo artigianale, costituendo il materiale per cordame oggetistica e tessile.


LO STELO

A pochi mesi dalla piantumazione, la pianta sviluppa uno stelo o cannucia che può raggiugere un'altezza media di circa 2 metri(3metri per alcune varietà nei paesi d'origine).

Presenta numerosi internodi capaci di svilupare radici avventizie che rendono la pianta funzionale anche alla progettazione di terrazzamenti naturali.

Il vetiver è annoverato tra le piante C4 capaci di stoccare carbonio in forma stabile di acido organico a 4 atomi di carbonio, se ne fa quindi utilizzo nella produzione di biomassa, pellet ed altro.


CARATTERISTICHE TECNICHE

 

Altezza:

media 2m max.3m

 

Longevità:

Fino a 100 anni

Velocità di crescità e dimensioni:

Crescita veloce, 20cm di diametro medio a partire dalla prima uniti in circa 2 anni.

Successivamente si inizia a rinnovare dall'interno e si allarga di cirac 1 cm l'anno, raggiugendo alla base una dimensione di circa 1m in 100 anni.

Angolo di crescità:

Il fogliame eretto  forma un angolo di 45°-135°

Limiti di temperatura:

Aria: -15°c/+55° c

Suolo: resiste a -7°c

Tipologia di suolo/Ph/tolleranza ai metalli e alla salità:

Il vetiver è in grado di sopravivere a condizioni di Ph estreme sopportantando valori di 3,5 - 12,

prospera in moltissimi tipoligie di suoli: sabiosi, salini, argillosi, perennemente allagati, aridi, inquinati...

sopporta una saturzione di alluminio del 68% - 87% (con Ph=3,8),tollera una concentrazione in:

manganese Mn di 578 mg/kg ; zinco Zn di 750 mg/kg ; piombo Pb > 1000 mg/kg ; arsenico As 250 mg/kg.

Puo inoltre adattarsi a livelli di salinità di ECse=47,5 dSm-1 sia su terreni aridi che salmastri (il valore di salinità del mare è intorno ai 55dSm-1).

Profondità di penetrazione delle radici:

Mediamente raggiungono dai 4 ai 5 metri in un paio d'anni, possono raggiugere i 6 metri

Resistenza alla trazione delle radici:

75 Mpa pari a 1/6 della resistenza a trazione dell'acciaio

Produzione di biomassa:

In condizioni ottimali possiamo raggiugere 100t/ha in campo e 130t/ha in condizioni sperimentali nell'arco di 9 mesi.