UTILIZZI DELLE RADICI

L'apparato radicale presenta dense, fascicolate, profonde e resistenti radici capaci di penetrare ed imbrigliare il suolo  permettendo di stabilizzare e gestire terreni anche con forte pendenza.

La crescità è verticale e raggiunge profondità di oltre 5 metri.

La pianta presenta numerose e sottili radici (1-3mm) in grado di non interferire negativamente nella crescità di eventuali altre piante ne tanto meno compromettere l'integrità delle infrastrutture. Si evince invece il contrario trovandone applicazioni nel campo del design paesaggistico e/o nel contenimento di eventuali infrastrutture

Le radici incrementano inoltre l'attività microbiologica del suolo, scompongono, assorbono e tollerano alti livelli di tossicità dovuta a metalli pesanti, erbicidi, pesticidi ed eccessi di nutrienti favorendo sia la riabilitazione che la rivegetazione del suolo.

Allo stesso modo possono depurare acque reflue contaminate ed eutrofizzate.

La pianta resiste a lunghi periodi di siccità grazie alla sua capacità di captare e trasportare dal sottosuolo in superfice umidità, nutrienti e sali minerali.

DISSESTO IDROGEOLOGICO

L'apparato radicale del vetiver imbriglia il terreno creando strutture ipogee viventi e longeve paragonabbili a muretti di cemento armato profondi 5 metri o più. A dispetto di strutture artificiali il vetiver favorisce la permeabilità, l'interscambio di sostanze ed i processi vitali del suolo.

Il nostro territorio, nella rarità dei calanchi è soggetto a processi di lisciviazione di sali minerali che contribuiscono alle dinamiche idrogeologiche del territorio. La capacità del vetiver di stoccare carbonio e di interagire con il suolo insieme alla sua forza radicale lo rendono un perfetto candidato allo scopo di contrastare i problemi legati al dissesto idrogeologico.

SIEPE DI VETIVER

La siepe di vetiver è la so

luzione ottimale per contrastare il dissesto idrogeologico in ingeniera ambientale.

Unità ad un'attenta osservazione del territorio e dei suoi rilievi, diventa un utile strumento per disegnare e rimodellare e consolidare il paesaggio, nell'intenzione di progettare sistemi produttivi e duraturi.

Come si fa?

La siepe si crea piantumando 7 piante al metro lungo le curve isometriche.

A pochi mesi dall'installazione la siepe inizia la sua funzione di filtro intrappolando materiale organico e rallentando il flusso dell'acqua. Già dopo 2 anni raggiunge la resistenza ottimale ad intensi eventi meteorologici ed idrogeologici cause di dilavamento, erosione e perdita di suolo fertile.

Svolge quindi la funzione di filtro catturando detriti organici e non (sassi, rametti, foglie...), gestisce i flussi rallentando la velocità dell'acqua ed aumenta la capacità di penetrazione del suolo ripristinando le falde acquifere.

Le radici inoltre rilasciano ossigeno in quantità (120 litri/giorno ogni 60 cm) che risveglia la vita microbiologica del suolo trovando nutrimento nel sedimento appena depositato. Tutto ciò unito all' apparato radicale verticale non invasivo pone le condizioni per la crescita di altre colture (frutteti, vigneti, uliveti, orti e campi arati).

Il denso fogliame anche funge da pianta trappola per una miriade di coleotteri ed altri insetti, contribuendo alla lotta biologica ed allo stesso tempo al ripristino degli equilibri, la siepe viene infatti utilizzata con successo contro la piralide del mais,....le colture dunque assiociate giovano sia per l'effetto antiparassitario che per l'aumento delle qualita organolettiche (come il BRIX per l'uva) dovute all'attivita microbiologica (micorrize arbuscolari, flora batterica, ecc.).

L'impianto si puo realizzare sia posizionando singolarmente le piante che preparando dei filari preimpostati (trave di vetiver) che hanno il vantaggio di avere un'immediata ripresa avendo già superato il periodo di trapianto.

TERRAZZAMENTI NATURALI

Sin dall'antichità infatti, l'uomo ha sentito la necessità di gestire il territorio con terrazzamenti per agevolare il lavoro e creare condizioni favorevoli per prosperare in armonia con la natura.

Nell'ottica di una progettazione mirata a realizzare dei terrazzamenti, la siepe di vetiver ritorna come strumento chiave per perseguire lo scopo.

La caratteristica intrinseca di ricacciare radici dagli internodi dello stelo se sottoposti ad interramento velocizza processi di terrazzamento dovuti sia a smottamenti naturali che causati e/o agevolati dalla mano del uomo.